"Il vino è la poesia
della terra."
(Mario Soldati)

 

La qualità Ferrari è il frutto
di tanti, piccoli gesti quotidiani.

Nasce nei vigneti di montagna, nelle zone più vocate del Trentino, e si perfeziona in cantina secondo il disciplinare Trentodoc.

 

Trentino

"Il più bel giardino vitato d'Europa."
(J. W. von Goethe)

Con la sua viticoltura di montagna, il Trentino è una terra straordinariamente vocata per dar vita a bollicine di grande eleganza e complessità: l’alternarsi di giornate calde e notti fresche impreziosisce i grappoli, conferendo loro un arcobaleno di aromi e profumi.

È grazie all'intuizione di Giulio Ferrari se questi luoghi sono oggi il più grande vigneto italiano di Chardonnay: un incantevole giardino vitato, custodito come un tesoro dai monti che lo racchiudono.

 

Trentodoc

La prima DOC in Italia
dedicata al solo Metodo Classico.

Il Trentodoc esprime l’essenza delle bollicine di montagna, prodotte esclusivamente con Metodo Classico da sole uve trentine. È la prima Doc nata in Italia per il Metodo Classico e la seconda al mondo dopo la Champagne. Sono 40 i produttori e oltre 100 le etichette riuniti sotto il marchio TRENTODOC, nato nel 2007 e promosso dall’omonimo Istituto.


Sul finire dell’estate, quando i grappoli di Chardonnay e Pinot Nero sono maturi, l’uva viene raccolta a mano e portata in cantina, dove viene pressata. È il momento della prima fermentazione, in cui rivivono le note olfattive del vitigno d’origine.

Dopo la creazione delle cuvée, il vino base è imbottigliato e arricchito di zuccheri e lieviti selezionati. Comincia così la seconda fermentazione, quella che dona il perlage.

Il riposo della cuvée dura dai due ai dieci anni a seconda dell’etichetta. Nel silenzio della cantina si perpetua il rito del remuage: quell’ottavo di giro quotidiano, indispensabile per fare scivolare verso il tappo il sedimento, che verrà eliminato con la sboccatura. L’opera termina con l’aggiunta della liqueur d’expédition, la ricetta segreta che definisce l'impronta stilistica di ogni cantina.

 

Filiera

L'eccellenza
dalla terra alla tavola.

L'anima del Ferrari scaturisce da una natura generosa e dalla tenacia dell’uomo; trae origine da uve selezionate a mano nei vigneti della famiglia Lunelli e dal lavoro delle 500 famiglie di viticoltori trentini che conferiscono il loro raccolto.

In questi vigneti di montagna, mantenuti e curati come giardini, ciascun filare è espressione del profondo rispetto per la natura e del contatto continuo dell’uomo con la terra. Gli agronomi Ferrari seguono i conferenti durante l’intero arco dell’anno, mentre gli enologi della Casa verificano tutte le fasi del delicato processo di vinificazione.

L’eccellenza si concretizza così in ogni passaggio della filiera, dalla vigna alla tavola.

 

Sostenibilità

Armonia
di uomini e natura.

Nei vigneti Ferrari è stato rimesso al centro il concetto stesso di fertilità naturale del terreno, ispirandosi alla coltivazione biologica e recuperando alcune pratiche agronomiche tradizionali come il sovescio.

Tutti i vigneti di proprietà sono attualmente in conversione al biologico.

Qualità dell’uva, salute e tutela dell’ambiente sono i capisaldi del protocollo “Il vigneto Ferrari”, promosso da Cantine Ferrari col sostegno scientifico della Fondazione Edmund Mach: attraverso norme rigorose, condivise con tutti i conferenti, si punta a una coltivazione biologica che difende i filari ricorrendo a elementi naturali e metodi sostenibili, come l’eliminazione totale di diserbanti, acaridi e pesticidi, per garantire la naturale fecondità della terra e dell’ambiente circostante.